La maiolica è un tipo di vasellame caratterizzato da un corpo ceramico poroso rivestito, prevalentemente per immersione, di uno smalto stannifero (o tutt'al più piombico). Il nome deriva da quello dell'isola di Maiorca, uno dei centri più attivi in tale smercio nel medioevo. All'estero invece è nota spesso come "faïence", dalla città di Faenza, che per secoli ne fu tra i maggiori produttori europei.

In senso stretto e specialistico la "maiolica" è solo quella ceramica a smalto stannifero. In senso lato invece, anche sui dizionari, viene considerata maiolica tutta la terracotta smaltata, ossia qualsiasi oggetto in biscotto rivestito di smalto bianco, decorato e ricotto con o senza velature di cristallina.
Fin dalla preistoria, in tutte le culture, l'uomo si servì di argilla impastata con acqua e fatta seccare al sole per fabbricare recipienti, utili soprattutto a contenere, trasportare e conservare la preziosissima acqua. L'uso della cottura a fuoco permise un miglioramento tecnico, con la scoperta della cosiddetta terracotta, più resistente. Tale materiale aveva però l'inconveniente di essere poroso e di lasciar trasudare i liquidi, per questo, sin dai tempi più remoti, l'uomo cercò di trovare il modo di rivestire la terracotta rendendola impermeabile, grazie a coperture argilloso-alcaline. Gli egizi furono i primi a scoprire la tecnica altamente efficace dell'invetriatura, tutt'oggi in uso, trasmettendola agli altri popoli del Mediterraneo e poi a tutto il mondo. Nel mondo greco nacque il termine "ceramica" (da κέραμος, kéramos, che significa "argilla", "terra da vasaio") e si diffuse un tipo di produzione molto raffinato, diverso però dall'invetriatura a smalto siliceo degli egizi